Obiettivocomune organizza il 6 febbraio una discussione pubblica sul secondo decreto per Roma Capitale.
Il Parlamento si accinge a decidere sul secondo decreto relativo a Roma Capitale. La scadenza è il 21 febbraio. E’ tempo di capire se qualcosa di buono può venire da questo processo legislativo e, se sì, come orientarlo e arricchirlo. Finora la discussione è stata molto povera. Povera di risorse, in primo luogo, per la crisi della finanza pubblica. Ma anche povera di idee, perché troppo condizionata dal conflitto fra Comune (che vorrebbe tanti poteri) e Regione (che non ne vuole mollare nessuno). Lo schema di decreto approdato in Parlamento è deludente, il classico topolino partorito da una montagna di dieci anni di dibattiti spesso esoterici. E’ stata una discussione tutta giuridico-istituzionale. Diciamoci la verità: i cittadini e le cittadine di Roma e della sua area metropolitana non hanno ancora ben capito se, nel discutere di Roma Capitale, qualcuno stia pensando anche a loro, e non soltanto alla carta intestata del Comune, ai loghi sulle auto della municipale e sugli autobus, e allo status dei consiglieri della futura Assemblea Capitolina o dei futuri Municipi. Insomma: è possibile usare Roma Capitale per rendere migliore Roma città normale? Con quali modifiche allo schema di decreto varato dal Governo? Mai come in questo caso il Parlamento deve esercitare una funzione nazionale e sovraordinata: Roma è Capitale della nazione, ed è il paese intero a beneficiare di un suo migliore funzionamento. Quindi, occorre avere una visione superiore a quella, pur legittima, espressa dagli interessi particolari delle singole istituzioni locali. E ancora: se il decreto su Roma Capitale dovesse uscire, alla fine, modesto, questo basterebbe ad assolvere i responsabili del governo locale della città? Cosa si può fare per migliorare il funzionamento di Roma normale, anche non ricorrendo alla specialità di Capitale? Obiettivocomune ha qualche idea in proposito, ma intende soprattutto organizzare un’iniziativa in cui le forze sociali, produttive, civiche e associative della città possano esprimere la loro voce. Una voce che speriamo possa essere raccolta dal Parlamento. Ricordiamo, infatti, che tutti gli schemi di decreti legislativi emanati nel solco dell’attuazione del federalismo fiscale sono stati profondamente modificati dalla competente Commissione bicamerale. E anche questo potrà, e dovrà, esserlo. E’ nostra intenzione invitare alla discussione tutti i parlamentari coinvolti, compresi quelli della Lega Nord: però stavolta niente bucatini all’amatriciana, ma un confronto serio e serrato.
L’iniziativa si terrà lunedì 6 febbraio a partire dalle ore 15,00 al Tempio di Adriano, nella sala congressi della Camera di Commercio, in Piazza di Pietra.

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